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Agenzia di brand identity a Milano Brand Identity

Magnet Communication è un’agenzia di brand identity a Milano che progetta naming, logo, colori, tipografia e manuale d’uso per aziende e brand. La brand identity è l’insieme di elementi che rende un marchio riconoscibile: nome, logo, colori, caratteri tipografici, tono di voce e regole per usarli. La progettiamo per brand nuovi e per marchi che hanno bisogno di rinnovarsi senza perdere chi li conosce già.

10 progetti, tra cui SAN SIRO STADIUM · MARE FUORI · CARNEVALE DI VIAREGGIO · DAL NEGRO · GIOVANNI ALLEVI · BOSTON

Servizi di brand identity

  • Brand design e visual identity. L’aspetto del brand nel suo insieme: logo, colori, caratteri, immagini e regole di impaginazione, progettati come un unico sistema riconoscibile su ogni supporto.
  • Corporate identity. L’identità dell’azienda come organizzazione: come si presenta a clienti, fornitori, dipendenti e partner, dai documenti ufficiali alla sede.
  • Naming e payoff. Il nome dell’azienda, del prodotto o della linea e la frase che lo accompagna, con il metodo descritto più sotto. Il payoff, o tagline, dice in poche parole cosa promette il brand.
  • Logo e varianti. Il marchio e le sue versioni per stampa, digitale e prodotto: versione principale, compatta, monocromatica e in negativo, con le regole d’uso.
  • Brand architecture. Come si organizzano marchio principale, sotto-marchi e linee di prodotto, perché crescano senza confondersi.
  • Brand positioning. Il posto che il marchio vuole occupare rispetto ai concorrenti. Lo definiamo nel lavoro di strategia e qui lo traduciamo in nome, segni e parole.

Sistema visivo, verbal identity e brand book

  • Palette colori e tipografia. I colori e i caratteri che rendono il brand riconoscibile, con le combinazioni consentite e i valori per stampa e schermo.
  • Icone e pattern. Set di icone e pattern grafici che completano l’identità e la rendono riconoscibile anche senza logo.
  • Visual system. Le regole che tengono insieme tutto: griglie, uso delle immagini, stile delle illustrazioni e composizione, perché ogni nuovo materiale sembri parte della stessa famiglia.
  • Verbal identity e tono di voce. Come parla il brand: tono, lessico, messaggi chiave e frasi da usare ed evitare, perché sito, social e packaging suonino come un’unica voce.
  • Brand book. Il manuale d’uso del marchio: logo, colori, caratteri, immagini e tono di voce, con esempi corretti e sbagliati. Brand guidelines e linee guida visive per chi applicherà l’identità: team interni, agenzie, tipografie e licensee.

Cos’è la verbal identity?

La verbal identity è la parte dell’identità di marca fatta di parole: nome, payoff, tono di voce, lessico, modo di rivolgersi al pubblico e messaggi chiave. Stabilisce come il brand parla e scrive su sito, social, packaging e assistenza clienti, così che si riconosca anche senza logo. Di solito si raccoglie in un capitolo del brand book, con esempi di frasi giuste e sbagliate.

Rebranding e brand refresh

  • Rebranding. Quando il marchio non rappresenta più l’azienda: si ripensano posizionamento, nome se serve, logo e sistema visivo. Lo impostiamo insieme alla strategia, perché il cambiamento abbia una ragione chiara.
  • Brand refresh e restyling. Spesso basta un restyling, senza ripartire da zero: aggiorniamo logo, colori, caratteri o tono e manteniamo ciò che il pubblico riconosce già.
  • Passaggio al nuovo marchio. L’elenco dei materiali e dei canali da aggiornare e l’ordine in cui farlo, perché vecchia e nuova identità non convivano troppo a lungo.

Che differenza c’è tra rebranding e brand refresh?

Il rebranding cambia il marchio in profondità: può toccare nome, posizionamento, logo e sistema visivo, e di solito segue un cambiamento dell’azienda, come una fusione o un nuovo mercato. Il brand refresh aggiorna l’identità esistente senza stravolgerla: si ritoccano logo, colori, caratteri o tono per renderli più attuali, mantenendo ciò che il pubblico riconosce già. Spesso basta un refresh.

Applicazioni e brand assets

  • Stationery. Biglietti da visita, carta intestata, buste, firme email e materiali di cancelleria coordinati.
  • Brand assets. Il kit pronto da usare: file del logo, palette, caratteri, icone, modelli per presentazioni e documenti, organizzati perché chiunque trovi il file giusto.
  • Applicazioni. Materiali di comunicazione, packaging e merchandising, sviluppati con il nostro graphic design. Shooting e video coerenti con la nuova identità li produciamo con il servizio production, i contenuti per i canali con social e contenuti.

Progetti di brand identity

Abbiamo lavorato sull’identità di marchi molto diversi tra loro: dallo sport (Wolf Racing, Stadio di San Siro, HC9 e FICR) all’intrattenimento (Mare Fuori, Carnevale di Viareggio e Giovanni Allevi), fino ai prodotti di consumo (Dal Negro, Locanda Italia e Boston).

Come lavoriamo

  1. Confronto. Capiamo storia, valori e pubblico del brand, e come si posizionano i concorrenti.
  2. Concept. Proponiamo direzioni creative diverse e scegliamo insieme quella da sviluppare.
  3. Sistema. Disegniamo logo, colori e caratteri, poi raccogliamo tutto in un manuale d’uso pronto per chi dovrà applicarlo.
  4. Applicazione. Applichiamo l’identità ai primi materiali e consegniamo file e linee guida a chi la userà, interni o fornitori.

Naming: il nome dell’azienda o del prodotto

Il nome è la prima cosa che le persone sentono di un brand, e la più difficile da cambiare dopo. Come agenzia di brand naming a Milano lavoriamo sia sul nome di una nuova azienda sia su quello di un prodotto o di una linea, e lo pensiamo insieme al resto dell’identità: un nome che non si legge bene in un logo o su un pack è un nome a metà.

  • Brief. Cosa deve dire il nome, a chi, accanto a quali concorrenti e in quali mercati e lingue.
  • Naming strategy. Le regole per dare il nome ai prodotti e alle linee future, coerenti con la brand architecture, così la famiglia di nomi resta ordinata quando il brand cresce.
  • Esplorazione e lista corta. Molte proposte in più direzioni (descrittiva, evocativa, inventata), poi una selezione ragionata con il perché di ogni nome.
  • Verifiche preliminari. Possiamo effettuare verifiche preliminari di disponibilità e presenza del nome sui principali registri e canali digitali, e controllare come si pronuncia e cosa evoca nelle lingue dei mercati in cui andrà, fermo restando che la verifica legale definitiva spetta a professionisti specializzati.
  • Presentazione. Mostriamo i nomi finalisti tutti nello stesso modo, già dentro un logo o su un pack di prova, così si giudica il nome e non la grafica.
  • Dal nome al marchio. Scelto il nome, costruiamo logo e identità. Se il brand potrà crescere in altri prodotti, conviene registrarlo da subito nelle classi giuste: è il primo passo verso un futuro licensing.

Cosa ricevi

  • Il naming, quando serve: lista lunga, lista corta motivata e verifiche preliminari di disponibilità del nome sui principali registri e canali digitali.
  • Il logo con le varianti per stampa, digitale e prodotto.
  • Palette colori e caratteri tipografici.
  • Il brand book: il manuale d’uso del marchio con esempi corretti e sbagliati.
  • Le prime applicazioni: materiali di comunicazione, packaging, merchandising.
  • I file del marchio in PDF, SVG, PNG, JPG e i file sorgente quando previsto.
  • Il tono di voce e i messaggi chiave, quando il progetto comprende la verbal identity.
  • La brand architecture, se il marchio ha più linee o sotto-marchi.
  • Il kit di brand assets e la stationery coordinata.

Quando serve

  • Nasce una nuova azienda, un nuovo prodotto o una nuova linea.
  • Il marchio non rappresenta più l’azienda dopo un cambio di mercato, prodotto o pubblico.
  • L’identità è diventata incoerente tra un canale e l’altro.
  • Il marchio è ancora valido ma sembra datato: serve un brand refresh, non un rebranding.
  • Avete più sotto-marchi o linee e non è chiaro come si legano tra loro.

Per chi è: brand nuovi e marchi che devono rinnovarsi senza perdere chi li conosce già.

Domande frequenti sulla brand identity

Che differenza c’è tra logo e brand identity?

Il logo è solo uno degli elementi. La brand identity comprende anche nome, colori, caratteri tipografici, immagini, tono di voce e le regole che tengono insieme tutto, così che il marchio sia coerente su sito, social, packaging e punti vendita.

Quando conviene rifare la brand identity?

Quando il marchio non rappresenta più l’azienda, per esempio dopo un cambio di mercato, di prodotto o di pubblico, oppure quando l’identità è diventata incoerente tra un canale e l’altro. Spesso basta un restyling, senza ripartire da zero.

Cos’è un brand book?

È il manuale d’uso del marchio. Spiega come usare logo, colori, caratteri e immagini, con esempi corretti e sbagliati, così che agenzie, fornitori e collaboratori interni applichino l’identità sempre allo stesso modo.

Vi occupate anche del naming?

Sì, il lavoro sulla brand identity può partire dal nome: proponiamo alternative ragionate, possiamo effettuare verifiche preliminari di disponibilità del nome sui principali registri e canali digitali e, scelto il nome, costruiamo attorno il resto dell’identità.

Quanto costa un progetto di naming?

Dipende da quanti nomi servono (un’azienda, un prodotto, una linea intera), da quanti mercati e lingue vanno verificati e se il lavoro comprende anche logo e identità. Per questo non abbiamo un listino: dopo un primo confronto prepariamo una proposta sul vostro caso.

Come verificate che il nome sia libero?

Prima di presentarvi un nome possiamo effettuare verifiche preliminari di disponibilità e presenza del nome sui principali registri e canali digitali, fermo restando che la verifica legale definitiva spetta a professionisti specializzati: la ricerca di anteriorità completa e il deposito del marchio sono compito di un consulente in proprietà industriale o di un avvocato.

Che differenza c’è tra nome aziendale e nome di prodotto?

Il nome aziendale deve durare e reggere attività diverse nel tempo; il nome di prodotto deve farsi capire subito sullo scaffale e stare bene accanto agli altri prodotti della marca. Spesso si decide insieme anche come si chiameranno i prodotti futuri, per non ripartire da zero ogni volta.

Cos’è la brand architecture?

È il modo in cui si organizzano il marchio principale, i sotto-marchi e le linee di prodotto. Si può far comparire il marchio madre ovunque, usare marchi indipendenti o scegliere una via di mezzo. Decidere la struttura prima di lanciare nuovi prodotti evita nomi e loghi che si sovrappongono e rende più semplice far crescere il brand, anche in licenza.

Potete applicare la nuova identità a sito, social e materiali esistenti?

Sì. Dopo il brand book prepariamo le prime applicazioni, cioè stationery, presentazioni, materiali di comunicazione, packaging e grafiche per i social, e possiamo aggiornare sito e canali digitali. Se a farlo saranno altri fornitori, consegniamo file e linee guida e controlliamo che l’identità venga applicata in modo coerente.

Primo passo

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Raccontaci chi siete, a chi parlate e cosa non funziona nel marchio attuale: ti rispondiamo con una proposta su misura. La prima conversazione è senza impegno.

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