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Naming: come si sceglie e si verifica il nome di un’azienda o di un prodotto

Un buon nome si sceglie in due tempi: prima si decide cosa deve dire e a chi, poi si controlla che sia davvero utilizzabile. La verifica riguarda marchi già registrati, denominazioni di imprese, domini e lingue dei mercati in cui andrà. Le banche dati ufficiali sono gratuite e utili per scartare i nomi problematici, ma non sostituiscono un consulente in proprietà industriale.

Da dove si parte: cosa deve fare il nome

Prima delle banche dati serve un brief. Cosa deve comunicare il nome, a chi parla, accanto a quali nomi starà sullo scaffale o nei risultati di ricerca. Da qui nascono le direzioni possibili: descrittiva, evocativa, inventata. Per un’azienda il nome deve reggere attività diverse nel tempo, per un prodotto deve farsi capire in fretta ed essere pronunciabile.

Conviene arrivare alla verifica con una lista di nomi, non con uno solo: è raro che il primo scelto superi tutti i controlli.

Quando un nome si può registrare come marchio?

Le regole stanno nel Codice della proprietà industriale (D.Lgs. 30/2005) e, per il marchio dell’Unione europea, nel regolamento (UE) 2017/1001. In sintesi, un segno deve avere tre qualità.

  • Carattere distintivo. Un nome puramente descrittivo o di uso comune per quel prodotto è difficile da registrare. Nel Codice se ne parla all’art. 13, nel regolamento europeo all’art. 7, par. 1, lettere b), c) e d).
  • Liceità. Sono esclusi i segni contrari alla legge, all’ordine pubblico o al buon costume e quelli che possono ingannare il pubblico, per esempio sulla provenienza o sulla qualità (art. 14 del Codice; art. 7, par. 1, lettere f) e g) del regolamento).
  • Novità. Il segno non deve essere identico o simile a uno già noto per prodotti o servizi identici o affini, con rischio di confusione (art. 12 del Codice; art. 8 del regolamento).

Una differenza pratica: per il marchio UE, i motivi assoluti (art. 7) riguardano le caratteristiche del segno in sé, mentre quelli relativi (art. 8, i conflitti con marchi anteriori) emergono in seguito all’opposizione del titolare del marchio anteriore. Per questo un nome può arrivare alla registrazione e creare problemi dopo: la ricerca di anteriorità va fatta prima.

Dove si cerca: le banche dati ufficiali

  • UIBM (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi): la banca dati dei marchi italiani.
  • EUIPO: eSearch plus per i marchi UE e TMview, che raccoglie i marchi di uffici nazionali, internazionali e dell’Unione.
  • WIPO: il Global Brand Database comprende i marchi internazionali del sistema di Madrid e quelli di molti uffici nazionali, con ricerca anche per immagine.
  • Camere di commercio: il Registro delle imprese permette di cercare le imprese per denominazione. Serve perché anche la ditta ha una tutela: l’art. 2564 del codice civile impone di distinguere la propria da quella già in uso quando c’è rischio di confusione.
  • Domini .it: sul sito del Registro .it si controlla se il dominio è libero; la registrazione passa da un registrar accreditato.

Come si leggono i risultati

Non basta cercare il nome identico. Si controllano anche varianti di grafia, suoni simili e traduzioni, e si guarda a quali prodotti o servizi sono associati i marchi trovati. Questi si indicano per classi della classificazione di Nizza: 45 classi, dalla 1 alla 34 per i prodotti e dalla 35 alla 45 per i servizi. Un marchio uguale in una classe lontana può non essere un ostacolo, uno simile nella stessa classe sì.

Controllare anche il suono e il significato nelle lingue dei mercati in cui il nome andrà, e che su social e motori di ricerca non si confonda con altro.

Perché la verifica preliminare non basta

Le banche dati non sono in tempo reale, non contengono i segni usati ma non registrati e non dicono se due nomi siano davvero confondibili: è una valutazione giuridica. Come ricordano anche le indicazioni di una Camera di commercio, queste ricerche non possono essere esaustive e, per i casi complessi, ci si rivolge a un consulente in proprietà industriale o a un avvocato. A lui spettano la ricerca di anteriorità completa, la scelta delle classi e il deposito.

Il nostro lavoro sul naming si ferma alle prime verifiche: servono a presentare solo nomi che non mostrano ostacoli evidenti, e a dirvi quando è il momento di coinvolgere il consulente.

Se state cercando il nome per una nuova azienda o un prodotto, ne parliamo nella pagina Brand Identity.

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