I Core Web Vitals sono tre metriche con cui Google misura l’esperienza reale di una pagina: LCP (quanto presto compare il contenuto principale), INP (quanto in fretta la pagina risponde a clic e tocchi) e CLS (quanto resta ferma mentre si legge). Una pagina è considerata buona se, per il 75% delle visite, l’LCP è entro 2,5 secondi, l’INP entro 200 millisecondi e il CLS entro 0,1.
Quali sono le metriche e le soglie
Le tre metriche sono quelle descritte nella documentazione Web Vitals di web.dev, dove risultano tutte stabili. Dal 2024 l’INP ha preso il posto del vecchio FID, quindi se trovi ancora il FID in guide datate non è più parte dell’insieme. Al momento della stesura non risultano altre metriche o soglie diverse nella documentazione ufficiale.
| Metrica | Cosa misura | Buono | Da migliorare | Scarso |
|---|---|---|---|---|
| LCP | Comparsa del contenuto principale | fino a 2,5 s | 2,5 s – 4 s | oltre 4 s |
| INP | Risposta a clic, tocchi e tasti | fino a 200 ms | 200 – 500 ms | oltre 500 ms |
| CLS | Spostamenti inattesi del layout | fino a 0,1 | 0,1 – 0,25 | oltre 0,25 |
Il valore di riferimento è il 75° percentile delle visite, distinto tra mobile e desktop: significa che la soglia deve valere per la gran parte degli utenti, non per la media né per il caso migliore.
Dati di campo e dati di laboratorio
I dati di campo vengono dalle visite reali, raccolte dal Chrome User Experience Report (CrUX) su un periodo di 28 giorni. I dati di laboratorio nascono da un caricamento simulato, con un dispositivo e una rete fissati: servono a trovare e riprodurre i problemi, ma non coincidono con ciò che vivono i visitatori. Lo spiega la documentazione di PageSpeed Insights, che mostra entrambi i tipi. L’INP, in particolare, esiste solo come dato di campo.
Dove si misurano
- PageSpeed Insights. Per un indirizzo mostra i dati di campo, quando ce ne sono abbastanza, e un’analisi di laboratorio con indicazioni su cosa correggere.
- Search Console. Il rapporto Core Web Vitals usa i dati CrUX, separa mobile e desktop e raggruppa le pagine con esperienza simile. Se un sito ha poche visite, i dati possono mancare o riguardare l’intero sito invece che la singola pagina.
- Strumenti per sviluppatori. Chrome DevTools e Lighthouse servono per il laboratorio, la libreria JavaScript web-vitals per raccogliere i dati dei propri visitatori.
Contano per il posizionamento?
Sì, ma senza esagerare. Google scrive che i Core Web Vitals sono usati dai suoi sistemi di ranking e raccomanda di raggiungere valori buoni, ma precisa anche che mostra sempre il contenuto più rilevante, anche se l’esperienza di pagina è scadente, e che non esiste un segnale unico. Un buon punteggio non garantisce posizioni, e una pagina utile e pertinente non va sacrificata per qualche millisecondo. Resta il fatto che una pagina veloce e stabile è più piacevole da usare, a prescindere dalla ricerca.
Cosa fare, in pratica
Si parte sempre dalla metrica che risulta peggiore nei dati di campo. Alcuni interventi generali, tutti indicati da web.dev:
- Immagini. Indica sempre
widtheheightper evitare spostamenti del layout. Carica in modo ritardato (loading="lazy") solo le immagini fuori dalla prima schermata, mai quella principale, a cui conviene darefetchpriority="high", come spiega la guida all’ottimizzazione dell’LCP. - Font. Usa il formato WOFF2, includi solo i caratteri necessari, limita il numero di varianti e scegli un valore di
font-displayadatto, aiutandoti consize-adjustper ridurre lo scarto rispetto al carattere di riserva (buone pratiche sui font). - JavaScript. Riduci il lavoro svolto nei gestori di eventi e spezza le operazioni lunghe: un’attività oltre i 50 millisecondi è considerata lunga e ritarda la risposta ai clic (guida all’INP). Valuta anche quali script di terze parti servono davvero.
- Spazio riservato. Per banner, incorporamenti e contenuti che compaiono dopo, fissa in anticipo lo spazio con
min-heightoaspect-ratio(guida al CLS). - Risposta del server. Il tempo di consegna della pagina pesa sull’LCP: anche hosting e memorizzazione in cache fanno parte del lavoro.
I dati di campo si basano su una finestra di 28 giorni, quindi è ragionevole aspettarsi che una modifica si rifletta solo dopo alcune settimane (è una nostra deduzione da questa finestra, non un tempo dichiarato da Google): per questo conviene verificare prima in laboratorio e poi controllare l’andamento reale. Non promettiamo punteggi, perché dipendono dal sito, dai contenuti e da chi lo visita.
Le prestazioni fanno parte di come progettiamo e misuriamo i siti: lo trovi nella pagina Web e digital strategy, mentre per il lavoro sulla visibilità, anche su siti fatti da altri, c’è SEO, GEO e AEO.