Per mettere un personaggio di anime, manga o cartoni su un prodotto serve una licenza di chi ne detiene i diritti per quel paese e quella categoria: di solito l’editore o lo studio di animazione, spesso rappresentati da una sede europea o da un agente. Il licenziatario paga royalty e minimo garantito, segue la guida di stile ufficiale e fa approvare ogni prodotto prima di venderlo.
Chi detiene i diritti di un personaggio
Dietro un personaggio giapponese ci sono quasi sempre più soggetti: l’autore, l’editore del manga, lo studio che ha prodotto la serie animata. Per i mercati esteri i diritti di merchandising vengono spesso gestiti da una sede europea del titolare o affidati, paese per paese, a un agente di licensing. Un esempio: nel luglio 2020 TMS Entertainment, titolare dei diritti di Lupin III, ha affidato il licensing nel Regno Unito a un’agenzia locale (downthetubes, in inglese). Prima di progettare un prodotto bisogna quindi sapere chi può concedere la licenza per quel territorio e quella categoria: manga, serie TV, film e nomi registrati come marchi possono avere titolari diversi.
Quali prodotti si fanno su licenza
- Collezionabili: figure, modellini, carte, edizioni limitate.
- Abbigliamento e accessori: magliette, felpe, zaini, calze.
- Food e confezioni speciali: packaging a tema, sorprese, edizioni stagionali.
- Giocattoli, cartoleria ed editoria: per i più piccoli e per chi è cresciuto con le serie.
- Eventi e mostre: anniversari, fiere del fumetto, esposizioni.
Come funzionano le approvazioni con un licensor estero
Il licenziatario riceve una guida di stile ufficiale con disegni, loghi, colori e regole: i personaggi non si ridisegnano liberamente. Ogni fase (idea, grafica, prototipo, campione, packaging) passa dal titolare o dal suo agente; con licensor esteri possono esserci più livelli di approvazione, da chiarire all’inizio. Con passaggi in più lingue e fusi orari diversi i tempi si allungano: conviene preparare file completi al primo invio e mettere le approvazioni nel calendario di produzione fin dall’inizio.
Perché i personaggi degli anni ’70 e ’80 vendono ancora
In Italia gli anime sono arrivati presto e in massa: Goldrake ha debuttato su Rete 2 il 4 aprile 1978 (Sky TG24). Molti di quelli che sono cresciuti con queste serie oggi sono adulti e possono comprare per sé; i personaggi continuano a raggiungere i più giovani con le nuove serie e le piattaforme. Il mercato è globale: secondo l’Association of Japanese Animations, nel 2024 il mercato mondiale legato agli anime, comprese merchandising, musica ed eventi, ha raggiunto circa 3.840 miliardi di yen (25,1 miliardi di dollari), di cui circa 2.170 miliardi di yen (14,1 miliardi di dollari) fuori dal Giappone (Anime News Network, in inglese).
Nel nostro portfolio ci sono progetti di grafica e licensing per Lupin III, Go Nagai (Mazinga Z, Goldrake, Devilman) e Holly & Benji, e per personaggi italiani come Calimero.
Fan art e prodotti non autorizzati
Disegnare un personaggio per passione è una cosa; venderlo su magliette, stampe o gadget è un’altra: serve il permesso del titolare dei diritti, di solito con il pagamento di royalty (Money.it). In Italia non esiste un’eccezione generale per la parodia: se un’opera ispirata a un personaggio sia davvero parodistica lo valuta il giudice caso per caso, bilanciando diritto d’autore e libertà di espressione (Wolters Kluwer Copyright Blog, in inglese). Per un’azienda la strada sicura è la licenza: un prodotto non autorizzato rischia il ritiro dal mercato e una causa. Per i casi dubbi serve il parere di un avvocato.
Da dove partire
Se producete beni di consumo e pensate a una linea con un personaggio, partite dal pubblico che volete raggiungere e dalle categorie in cui siete forti, poi cercate la proprietà adatta. Le basi sono nella guida su come funziona il brand licensing, i costi in royalty e minimo garantito e i termini nel glossario. Per un progetto concreto scriveteci dalla pagina del servizio di licensing.